Abbiamo già affrontato il discorso “impariamo ad usare i social” dando una piccola infarinata di base sul perchè alcune persone dovrebbero creare dei siti con notizie finte. Per chi se lo fosse perso, trovate tutto qui.

Cosa impareremo oggi?

Bufala 01
Figura 1

A capire se una notizia è una bufala o meno. Iniziamo con una cosa semplicissima, ovvero l’immagine di Fig. 1 qui a destra. Cliccandola la aprirete a tutto schermo. Da cosa si capisce che è una bufala? C’è una foto di un’ambulanza con del personale della croce rossa, il titolo parla di un certo “Andrea” ma non nomina il cognome, la notizia appena battuta dall’Ansa… Ci sono tutti i presupposti per incuriosire chiunque e per avere il click e far aprire il sito. Ciliegina sulla torta, il sito scritto in basso a sinistra “Ultimissime.it” che, non me ne vogliano i proprietari, non è certo una fonte autorevole come l’Ansa o Repubblica o Il Messaggero. Quindi inutile cliccare sul link, è una notizia falsa scritta solo per cercare di avere più click possibili sul sito.

Figura 2
Figura 2

Facciamo un altro esempio, più sottile diciamo. Usiamo l’immagine di Fig. 2 (cliccandola la aprirete sempre a tutto schermo). Un cantante famoso, un titolo tutto sommato interessante (si parla di Sesso), e la solita frase non completata. Anche qui, il tutto è fatto ad arte per cliccare il link, anche solo per leggere come finisce la frase. Ciò che troverete invece, sarà un articolo mezzo inventato, con delle vere dichiarazioni del cantante su cui è stato costruito il finto pezzo. Unico scopo, portare più persone possibili nella pagina di destinazione, così da incassare più soldi con i banner in esso inseriti.

Terzo ed ultimo esempio, quello un pochino più articolato. Ci avvarremo di una foto che è stata smentita più di una volta in due anni e che ogni tot di tempo, ritorna di moda con tante condivisioni. Cliccate sulla figura 3, leggerete una fantomatica rassegna stampa nella quale si narrano le gesta di un senatore, tal “Cirienga” che in gran segreto propone un emendamento per costituire un “fondo per i parlamentari in crisi”. 257 senatori votano a favore e 165 astenuti. Importo 134 miliardi di euro. Letta così (e conoscendo i nostri politici), potrebbe essere vera, ma vera non è. Innanzitutto, 257 + 165 fa 422 e se cerchiamo su Google “quanti sono i senatori della Repubblica Italiana?”, avremo come risposta: 321 – 315 + 6 all’estero. Quindi siamo già sopra di 101 senatori. Importo della manovra 134 miliardi di euro, importo dell’attuale legge di stabilità: circa 35 miliardi di euro. Quindi un fondo per i parlamentari grande come 4 bilanci di stato. Ciliegina sulla torta, il nome del senatore “Cirienga” che cercato sul sito del Senato della Repubblica, non esiste. E come facciamo a sapere tutte queste cose? Semplice: Google.Quando leggiamo qualcosa, prendiamo la buona abitudine di cercarla poi su Google, potremmo scoprire che abbiamo appena letto una notizia falsa e quindi è buona norma non condividerla, onde farla circolare ed alimentare la forza della bufala.